di Beppe Cucco - 26 giugno 2018

Ducati 916 e il fascino dei suoi 25 anni

È passato un quarto di secolo da quando venne presentata la Ducati 916. Da allora questa supersportiva di Borgo Panigale rimane uno dei modelli con più fascino. Ripercorriamo la sua storia attraverso le foto, passando per la sorellina 748 e arrivando alle successive 996 e 998
1/40 Ducati 916
La Ducati 916, sviluppata sotto la direzione di Massimo Tamburini, direttore del Centro Ricerche Cagiva, viene presentata al pubblico in occasione del Salone di Milano del 1993. Il suo successo è immediato, tanto da aggiudicarsi nel 1994 tutti i premi di Moto dell'Anno. Per gli appassionati ancora oggi questo modello rimane uno di quelli con maggior fascino, tanto che molti suddividono lo stile motociclistico in due categorie: le moto arrivate prima della 916, quando i fari anteriori erano grossi, tondi o quadrati, e le carene sembravano attaccate all'ultimo solo per coprire l'opera meccanica che si nascondeva al di sotto, e quelle arrivate dopo, quando tutti i costruttori sono stati costretti a rimettersi in gioco studiando linee all'avanguardia che potessero competere con le rivale di Borgo Panigale.

Qualche tempo fa vi abbiamo narrato alcuni aneddoti che Sergio Robbiano (il designer che creò le linee della 916 sotto la guida di Tamburini) ci raccontò riguardo alla nascita della moto; ora ripercorriamo la storia di questo modello attraverso le immagini. Scorrendo le foto nella gallery qui sotto potete vedere tutti i modelli della 916 nati nel corso degli anni, compresa la sua sorella minore 748 e la successive 996 e 998.
1/27 Ducati 916 Strada Monoposto 1993: la 916 viene progettata con lo scopo migliorare il potenziale agonistico delle precedenti Ducati 851/888 impegnate nel Campionato del Mondo SBK. Ogni particolare della 916 viene perciò realizzato per ottenere il massimo rendimento nell'uso in pista: a partire dall'inusuale (all'epoca) forcellone monobraccio, che semplifica la sostituzione della ruota posteriore, fino ad arrivare ad una posizione in sella scomoda per un utilizzo su strada ma ottimale nella guida tra i cordoli. A questi si aggiungono un'aerodinamica più efficiente grazie all'assenza di scarichi laterali e una riduzione delle masse, che fornisce migliori prestazioni rispetto alla 888. Dal punto di vista stilistico la 916 riesce a coniugare elementi tipici della tradizione Ducati, come il telaio a traliccio di tubi, a un design inedito e moderno, con soluzioni come il doppio scarico sotto la sella o i faretti a goccia.

Per quanto riguarda il motore, si tratta di un'evoluzione del bicilindrico Desmoquattro raffreddato ad acqua già montato sui modelli precedenti ma opportunamente modificato. La cilindrata viene aumentata fino a 916 cc e vengono montate le bielle Pankl; la distribuzione rimane desmodromica, con trasmissione a cinghia dentata con 4 valvole per cilindro, e la frizione a secco con 15 dischi. Con un singolo iniettore per cilindro e valvole di aspirazione da 33 mm e di scarico da 29 mm, la 916 Strada eroga una potenza di 114 CV a 9.000 giri/min. ed era in grado di coprire i 400 m in 10,7", nonostante i suoi 198 kg di peso.

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