18 marzo 2019

NORTON COMMANDO 850 MK III ROADSTER ES: l’ultima vera Commando

La 850 MK III chiude la storia di un modello leggendario del motociclismo britannico. Prodotta nel 1975 fino alla liquidazione del gruppo NVT - ma assemblata con i ricambi disponibili per altri due anni - è stata la prima (ed unica) Norton, capitolo Wankel a parte, dotata di avviamento elettrico ed impianto frenante interamente a disco. Ha meno grinta delle altre Commando, ma è decisamente più affidabile

L’ampio sellone, molto imbottito, è comodo anche per due (purché di corporatura media), ma la sua altezza fa sentire il pilota “sopra” la moto, fatto che fa perdere un poco di comunicativa nella guida. La 850 si presenta più imponente rispetto alle agili 750, registra un sensibile aumento di peso (circa 30 kg) e sacrifica un po’ di potenza a beneficio dell’affidabilità del propulsore.
Nel settembre del 1967 all’Earls Court Show di Londra viene presentata la Commando 750, un modello progettato e realizzato in brevissimo tempo - appena nove i mesi trascorsi dalla nomina del capo progetto Stefan Bauer il 1° gennaio 1967 al lancio autunnale in occasione del Salone londinese - diventato il simbolo della ripresa Norton sotto la guida di Dennis Poore, l’imprenditore che ha rilevato l’azienda l’anno prima quando era ad un passo dal fallimento.

La parabola della Commando in tutte le sue versioni dura dieci anni e in questo lasso di tempo compreso fra l’aprile del 1968 - data di inizio vendite della prima 750 - e l’agosto del 1978 - mese in cui nella fabbrica di Andover vengono assemblati gli ultimi trenta esemplari di 850 cc utilizzando i ricambi a magazzino - la Norton vive sulle “montagne russe”, passando dalla quasi liquidazione del 1966 alla ripresa ed ai bilanci in attivo del quadriennio 1970-1973, poi di nuovo al fallimento cui seguono numerosi tentativi di rinascita, inclusa l’avventura del motore Wankel. Il tutto “condito” da modelli entrati nella leggenda (la Fastback), tonfi tecnici (il motore Combat), trasferimenti in nuovi stabilimenti (da Woolwich ad Andover), acquisizioni di altri marchi (il BSA Group), nuovi assetti societari (il gruppo NVT), finanziamenti statali, scioperi e licenziamenti e persino un roboante ritorno alle corse nella Formula 750 con i colori John Player della British Imperial Tobacco.

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